Il nuovo codice spegne metà degli autovelox

LA PROVINCIA ha spento più della metà dei suoi autovelox. Da pochi giorni, per effetto dell’entrata in vigore delle nuove norme del Codice della strada, Palazzo Malvezzi ha infatti disattivato 15 delle 29 postazioni fisse di controllo che nel territorio provinciale sanzionano senza pietà i mezzi che superano i limiti di velocità.
Vigili elettronici che sono la croce degli automobilisti distratti o indisciplinati, e la delizia del bilancio dell’amministrazione provinciale che, lo scorso anno, a questa voce, ha incassato oltre quattro milioni di euro.
Secondo una prima valutazione del comando della Polizia Provinciale ben quindici di questi impianti fissi potrebbero infatti essere in contraddizione con quella nuova norma del Codice della strada che impone la distanza minima di un chilometro fra il segnale che indica il limite di velocità e la postazione delle apparecchiatura di controllo della velocità. Una norma che vale fuori dai centri abitati e che attende una circolare o un decreto ministeriale che disciplini con precisione la collocazione e l’uso di queste apparecchiature.

«IN ATTESA di questa circolare abbiamo avviato un primo controllo e spento in via precauzionale quelle postazioni che potrebbero risultare fuori regola e quindi esporsi a motivati ricorsi — conferma Maria Benedetta Chiusoli, assessore all’Edilizia e Viabilità —. Ovviamente il nostro obiettivo è riattivare tutte le postazioni. Fatte ovviamente tutte le verifiche di fattibilità in ordine agli adeguamenti richiesti dalla nuova normativa».
Nel dettaglio, sono attualmente disattivate tutte e due le postazioni (in direzione Bologna e in direzione Crespellano) sulla Vecchia Bazzanese nel comune di Crespellano (limite dei 70 km/h). Attiva invece l’altra postazione autovelox in direzione di Bologna (limite dei 90 km/h).
Spenti gli autovelox sulla provinciale valle del Lavino, nel comune di Zola (limite dei 70 km/h). Inattivo l’impianto sulla strada provinciale 568 di Crevalcore e quello sulla provinciale 253 San Vitale (limite dei 70 km/h). Spenta la coppia di autovelox sulla Selice Montanara e solo nella direzione di Ferrara l’impianto sulla provinciale Galliera (limite dei 70 km/h). Spento l’impianto sulla provinciale della Futa (in entrambe le direzioni) e l’autovelox sulla provinciale 255 a San Matteo della Decima (ma solo in direzione di Modena), in entrambi i casi il limite è dei 70 km/h. Inattivi solo nella direzione di Bologna e di San Pietro in Casale, rispettivamente, gli autovelox delle provinciali di Saliceto e di Galliera (limite dei 90 km/h). Infine spento solo nella direzione di Firenze l’impianto sulla Selice Montanara. Da Palazzo Malvezzi per ora nessuna previsione su tempi di riattivazione: «Dobbiamo portare a termine tutte le verifiche e solo allora saremo in grado anche di fornire la tempistica per la riattivazione o per la disattivazione definitiva» dice l’assessore Chiusoli che non nasconde le sue preoccupazioni sul versante delle entrate dalle multe che finanziano in buona parte la manutenzione dell’estesa rete della viabilità provinciale. Proprio su questo punto interviene il consigliere provinciale (Udc) Mauro Sorbi: «Nel 2009, con un totale di 33.625 verbali per un importo accertato di 7.458.014 euro, si sono incassati solo 4.278.097 euro. E nel 2010 c’è il peggioramento della tendenza con un gap fra importo delle multe ed effettivo incasso. Riusciamo a riscuotere ben meno della metà di quanto elevato a multa e questo non va bene — prosegue —. Il bilancio 2010 ne risente pesantemente. Contro questi apparecchi i ricorsi fioccano e per evitare spreco di denaro pubblico e privato in avvocati è doveroso per la Provincia tenere disattivate tutte le postazioni che il nuovo codice ritiene fuorilegge. Il tutto in attesa che il Ministero chiarisca».

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