Viaggi in bus e doppi turni: la scuola a Crevalcore dopo il terremoto

A ritmi invertiti. Compiti (e sport) la mattina, scuola il pomeriggio. E in mezzo il viaggio tutti insieme, con un clima quasi da gita, sul pullmino verso una scuola da grandi, con i banchi enormi per la stazza minuscola di questi bambini delle elementari e delle medie che hanno iniziato ieri la scuola nonostante tutto. Nonostante il terremoto che qualche mese fa ha reso inagibili le loro scuole, nonostante la corsa contro il tempo delle istituzioni per far partire l’anno scolastico nello stesso giorno di tutti gli altri alunni, nonostante l’ansia dei genitori che per almeno un mese dovranno vederli partire con il bus per San Giovanni in Persiceto e per le frazioni limitrofe che ospiteranni gli alunni di Crevalcore finché non saranno pronti i prefabbricati.

PRIMO GIORNO – Primo giorno di scuola tra sorrisi e magoni quello di Crevalcore. I sorrisi dei bambini, che avevano voglia di tornare alla normalità; i magoni dei genitori, che per loro volevano un inizio liscio liscio, come quello di tutti gli anni, prima che arrivasse il terremoto a scuotere la terra e i cuori. Per quattro settimane, invece, gli alunni delle elementari (di terza, quarta e quinta) e quelli delle medie faranno avanti e indietro da San Giovanni in Persiceto con i pullman messi a disposizione dal Comune e occuperanno le aule dell’Istituto superiore Archimede. Ma di pomeriggio. Giusto il tempo di lasciar uscire gli studenti grandi, di dare una pulita alla scuola, e di rimettere i più piccoli su quei banchi che, se tutto va bene, il 15 ottobre lasceranno per entrare nei moduli pronti a ospitare 1.200 alunni, in fase di costruzione appena dietro il centro sportivo di Crevalcore che adesso fa da punto di «snodo» per le navette scolastiche.

I BAMBINI – «Preferivamo stare a Crevalcore — dice la piccola Luisa, 11 anni, al suo primo giorno di scuola media, facendosi portavoce di un gruppetto di amici —: sarà strano andare a scuola di pomeriggio e non poter fare sport come sempre». Le fa eco Pasquale, l’ottimista del gruppo: «In realtà non è male poter dormire di più la mattina. L’unica cosa che spero è che non venga un altro terremoto o saremo costretti a cambiare ancora scuola, non sarebbe facile». Sono piccoli questi 500 bambini, riuniti con le cartelle nel piazzale del centro sportivo sotto l’occhio vigile (e preoccupato) dei genitori, ma il terremoto sembra averli fatti crescere in fretta. Hanno capito le priorità e non si lamentano: preferiscono rivedere i loro amici a scuola piuttosto che aspettare a casa. «Ci cambieranno tutti i programmi della giornata — dicono Francesca e Denise, primo giorno di medie anche per loro — ma alla fine sarà divertente andare tutti insieme a scuola in bus, poteva andare peggio». I piccolissimi di prima e seconda elementare, circa 300 bambini, invece, stanno ancora facendo il campo estivo sotto un tendone: i primi moduli pronti a ottobre ospiteranno loro. A guardare i bambini accalcarsi davanti agli otto pullman pronti per loro e salutare i genitori dai finestrini con sorrisi rassicuranti ieri pomeriggio c’erano il sindaco di Crevalcore Claudio Broglia e la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo di Crevalcore Carla Neri, «accerchiati» dai genitori in cerca di risposte minuziose. «Abbiamo voluto mettere al centro dei nostri sforzi i ragazzi, era giusto che tornassero a scuola come tutti i loro coetanei e che lo facessero in modo dignitoso», ha detto Broglia. «Abbiamo organizzato tutto in una settimana — dice la dirigente Neri —: non avremmo mai pensato di farcela, siamo contenti».

 

LEZIONI DI SICUREZZA – Ce l’hanno fatta eccome e, durante le prime lezioni nella sede ospite, ai bambini verranno fatte lezioni di sicurezza: sarà loro fatto vedere l’edificio e spiegato come muoversi in caso di emergenza, in modo che si sentano «a casa» da subito. Nel Modenese ieri alcune scuole elementari e medie hanno fatto lezione in tensostrutture, mentre altre si sono organizzate in doppi turni come a Crevalcore. E a Cento, in provincia di Ferrara, la campanella è suonata solo per gli studenti delle superiori, tutti gli altri inizieranno la settimana prossima. Proprio lì ieri mattina il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani ha inaugurato i moduli temporanei per l’Isit Bassi-Burgatti. «Le ultime scuole prefabbricate, complessivamente per 18.000 studenti — ha detto Errani — le consegneremo il 15 ottobre, ma nel frattempo stiamo assicurando l’avvio delle scuole, fondamentali per riattivare lo spirito di comunità». I bambini, a modo loro, l’hanno già riattivato, salendo di corsa sul pullman per accaparrarsi, come tradizione comanda, i migliori posti, quelli in fondo. Per loro la vita è ricominciata. Nonostante tutto. Daniela Corneo

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